Dipartimento veterinario: controllo significa prevenzione, sicurezza e aiuto.

Il nostro viaggio alla scoperta delle principali funzioni dell’ATS della Montagna prosegue e come già anticipato nel comunicato stampa relativo al POAS (il Piano di organizzazione aziendale strategico) – clicca QUI – un ruolo significativo, nell’ambito delle attività di controllo (quindi di prevenzione e sicurezza), è certamente quello del Dipartimento Veterinario (DVSAOA – Dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale) che attua le politiche di prevenzione veterinaria per la Provincia di Sondrio e per l’Alto Lario.

Il Dipartimento Veterinario ha infatti funzioni di programmazione, coordinamento, supporto e verifica delle attività di sanità pubblica veterinaria. Funzioni che si traducono in una serie di attività a maggior garanzia della salute e del benessere animale e del controllo delle filiere di produzione degli alimenti di origine animale (carne, salumi, uova, latte e derivati). Complici una pandemia e una guerra proponiamo un primo bilancio di alcune attività, oltre a quelle ordinarie, svolte dal Dipartimento dell’ATS della Montagna.

Per quanto riguarda, per esempio, la tutela della salute pubblica e del patrimonio zootecnico, il Dipartimento ha individuato e gestito, grazie alla costante e capillare azione di controllo, due focolai di malattie del bestiame, epidemiche e zoonotiche.
Nello specifico si è trattato di due casi: uno di tubercolosi bovina e uno di influenza aviaria. In entrambi i casi sono stati attivati i rispettivi piani operativi con l’adozione di tutte le misure sanitarie urgenti quali:

  • tempestiva circoscrizione dell’ambito di diffusione della malattia
  • applicazione delle normative di tutela della salute, procedendo all’identificazione e all’abbattimento dei capi presenti nei focolai
  • vigilanza sull’adozione delle misure sanitarie previste comprensive della disinfezione degli ambienti e allevamenti
  • erogazione dei rimborsi previsti

Un’altra attività che in questo particolare e delicato momento storico vede il Dipartimento Veterinario in prima linea è quella relativa al supporto alle aziende del settore alimentare, con particolare attenzione all’Export dei prodotti alimentari di origine animale. La provincia di Sondrio si caratterizza per la presenza di importanti produzioni alimentari DOP (Bitto e Valtellina Casera) e IGP (Bresaola della Valtellina) molto richiesti dai mercati europei ed extraeuropei. Nel periodo segnato della pandemia da COVID 19 e, ora, dalla guerra Russo-Ucraina con le conseguenze del rialzo generalizzato dei costi energetici e delle materie prime, il DVSAOA ha supportato le aziende interessate nell’esportazione dei prodotti verso i Paesi terzi, nel rispetto delle leggi a garanzia della sicurezza alimentare e delle regole comunitarie in materia di igiene degli alimenti. I dati, nonostante una pandemia e una guerra (ancora in corso), risultano essere comunque incoraggianti per le aziende valtellinesi. I numeri delle certificazioni rilasciate per esportare i prodotti a marchio DOP e IGP nel periodo 2019/2022 (alla data del 31/08 di ogni anno) evidenziando una conferma rispetto al periodo pre-pandemico e pre-bellico:

  •  2018: n. 670
  • 2019: n.756
  • 2020: n. 528
  • 2021: n. 1015 (incremento dovuto esclusivamente a una singola Ditta che, nel 2022, ha deciso di esportare in Giappone e di seguito, per scelte imprenditoriali/economiche proprie, di cessare)
  •  2022: n. 620 (considerando che per tre mesi nel 2022 il Canada ha chiuso, per motivi propri, le importazioni)

Un’altra attività che ha subito un improvviso picco è stata quella legata all’identificazione e alla gestione degli animali d’affezione al seguito dei profughi ucraini. Tale attività (resa ancor più complessa per evidenti difficoltà di comunicazione) ha comportato:

  • il rintraccio e l’osservazione di n. 32 cani e n. 9 gatti
  • il prelievo ematico di n. 23 animali
  • il blocco e l’osservazione di n. 38 animali
  • la vaccinazione antirabbica di n. 21 animali
  • la verifica di n. 2 animali regolari

Per finire, ed è cronaca recente, il Dipartimento Veterinario si è occupato della vicenda (caso che ha avuto una risonanza mediatica anche a livello nazionale) del “cervo Bambi” della Valmalenco. Il Dipartimento dell’ATS della Montagna si è infatti attivato al fine di garantire il rispetto delle leggi nazionali che fanno divieto del possesso di specie selvatiche in assenza dei dovuti requisiti e delle previste autorizzazioni. Si è, quindi, proceduto alla puntuale verifica dello stato di benessere del cervo in tutte le fasi della sua gestione e del suo trattamento a seguito della segnalazione ricevuta. Il Dipartimento ha, quindi provveduto, al trasferimento dell’ungulato (opportunamente sedato) in un luogo più sicuro e autorizzato alla gestione della fauna selvatica a maggior garanzia della sua salute così come dell’incolumità delle persone. Una vicenda conclusasi nel migliore dei modi grazie anche all’ottima interazione fra ATS e le altre istituzioni pubbliche competenti a vario titolo.

*lo scatto a corredo dell’articolo non riprende l’ungulato della Valmalenco.