ATS della Montagna e il suo ruolo fondamentale nelle attività di controllo, contrattualistica e prevenzione.

Grazie all’approvazione del nuovo POAS (Piano di organizzazione aziendale strategico) l’ATS della Montagna ha colto un’importante occasione per definire il suo nuovo assetto organizzativo anche alla luce dell’attuale contesto sanitario lombardo.

Come è noto l’ATS della Montagna è la più piccola della Lombardia che opera però su un territorio molto complesso e articolato che copre circa il 20% del territorio regionale, coincidente di fatto quasi con l’intero arco alpino della Lombardia.

Una premessa importante per meglio comprendere come, al di là delle oggettive difficoltà di questo particolare momento storico profondamente segnato dalla carenza di personale nonché da oltre due anni di emergenza legata alla pandemia, l’Agenzia sia stata comunque in grado di mantenere i propri standard qualitativi e operativi.

Dal nuovo Piano di organizzazione aziendale strategico, dunque, si (ri)-parte per meglio comprendere alcune delle funzioni che rendono fondamentale il ruolo, quindi, l’esistenza dell’ATS della Montagna.

Accanto ad alcune novità introdotte come ad esempio il trasferimento, dal 1° gennaio 2023, del Dipartimento di Cure Primarie alle due ASST (Valtellina e Alto Lario e Val Camonica), vi sono una serie di funzioni che si concretizzano in una complessa rete di attività finalizzate a rispondere ai bisogni della popolazione.

Tre esempi per meglio comprendere la mole di lavoro in carico ad ATS si rifanno alle attività relative alla contrattualistica, al controllo e alla prevenzione.

ATS della Montagna, infatti, stipula mediamente ogni anno numerosi contratti che regolamentano e rimborsano le attività di diagnosi, cura e assistenza rivolte ai cittadini del territorio.

Dai contratti con le strutture sanitarie pubbliche e quindi le ASST a quelli con le strutture private convenzionate e accreditate che operano per conto del Sistema Sanitario Nazionale.

Vi sono poi i contratti che interessano la rete territoriale delle strutture socio sanitarie: RSA, RSD, CDI, CDD…, oltre all’erogazione di misure economiche destinate alle persone svantaggiate (a titolo esemplificativo ogni mese ATS della Montagna eroga indennità e rimborsi a 350 persone per importi medi di circa 1.000 euro ciascuno).

Basti pensare che sul territorio dell’ATS della Montagna vi sono 6 presidi ospedalieri pubblici, 66 strutture sociosanitarie fra residenze per anziani, per disabili, centri diurni, centri diurni integrati e comunità per tossicodipendenti, oltre a 4 hospice oltre ad una serie di servizi che devono essere contrattualizzati e quindi costantemente monitorati a maggior tutela degli utenti.

Servizi che rispecchiano i bisogni della popolazione dell’ATS della Montagna e dunque strettamente correlati all’attività epidemiologica che svolte l’Agenzia.

Dal monitoraggio costante dell’andamento demografico, infatti, si ricavano importanti dati che consentono di analizzare lo stato di salute e dunque le necessità dei cittadini che risiedono nel territorio dell’ATS della Montagna.

Per ogni cittadino residente ogni anno vengono spesi mediamente euro 1.539,17 (ricoveri, attività ambulatoriale, farmaceutica, psichiatrica e medicina di base).

Ammonta a 155 milioni di euro la spesa complessiva per i ricoveri ospedalieri a 65 milioni di euro quella per l’attività ambulatoriale, 101 milioni di euro sono spesi per l’attività farmaceutica, 11 milioni per quella psichiatrica e 28 milioni di euro per medici di base , pediatri di famiglia e medici di continuità assistenziale.

Parallelamente alla gestione dei contratti con le strutture, sulla base di bisogni espressi dalla popolazione, ATS opera grazie ad un’attività di controllo, intesa con un’accezione positiva. I controlli, infatti, servono a garantire la qualità e l’efficienza dei servizi a maggior tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.

Da considerare, ad esempio, la parte di controllo relativa alle farmacie: 18 quelle pubbliche, 103 quelle private e 10 le parafarmacie.

Molto complessa e articolata poi l’attività di controllo che svolge il Dipartimento Veterinario che si occupa della salute e del benessere animale e del controllo delle filiere di produzione degli alimenti di origine animale (carne, salumi, uova, latte e derivati). Una funzione questa che ha uno stretto legame anche con la salute pubblica, volta a garantire la qualità dei prodotti alimentari locali e a prevenire eventuali zoonosi.

Gli episodi di spillover – lo abbiamo visto proprio in questi ultimi due anni e mezzo di Covid – sono sempre più frequenti grazie alla più elevata ricorrenza, rispetto al passato, di importazioni di nuove specie. Zecche, zanzare, insetti prima sconosciuti sono portatori di malattie fino ad ora riscontrabili solo in alcuni Paesi.

Non ultimo il controllo della qualità delle nostre acque, sia potabili che di balneazione.

ATS della Montagna è l’unica in tutta la regione ad essersi dotata di un piccolo natante per i prelievi delle acque nei laghi, anche in quota: citiamo il Lago Moro ad esempio, in Valcamonica, poco sopra l’abitato di Boario le cui acque hanno un livello di purezza tali da rientrarle nei limiti delle acque potabili.

Insomma sono centinaia ogni anno i controlli su aziende agricole, esercizi commerciali, ipermercati, acque, stabilimenti agroalimentari, cantieri, aziende manifatturiere.

Non meno importante è il ruolo che ATS della Montagna svolge rispetto alla prevenzione.

Il Dipartimento di prevenzione e igiene sanitaria orienta le proprie attività ai principi della EBP (evidence based prevention) e si caratterizza per un approccio integrato e multisettoriale, rivolto, oltre che ai singoli, alle comunità ed opera in modo trasversale in diversi contesti, sia sanitari che non sanitari, in raccordo con gli stakeholder territoriali – Enti Locali, Imprese, Sistema Scolastico, Ambiti Comunitari, ASST, Erogatori privati, Rete dell’Assistenza Primaria, Terzo Settore, mondo dello Sport ecc.

Gli ambiti di intervento sono molteplici e spaziano dalla prevenzione delle malattie infettive, anche attraverso le vaccinazioni, alla prevenzione dei tumori attraverso gli screening oncologici, dalla sicurezza degli alimenti e dell’acqua potabile alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, dalla promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute e al contenimento delle ricadute sulla salute delle problematiche ambientali.

“Abbiamo voluto proporre questo approfondimento rispetto alle attività di controllo e di contrattualistica – spiega il Direttore Generale dell’ATS della Montagna, Raffaello Stradoni – per far meglio comprendere quanto sia capillare la rete di servizi che l’Agenzia assicura a maggior tutela e beneficio della salute pubblica dei suoi cittadini. Accanto a queste attività ve ne sono molte altre che saranno al centro di ulteriori comunicazioni poiché riteniamo che sia giusto per i cittadini e motivante per gli addetti ai lavori condividere informazioni e notizie che facciano comprendere la complessità e la varietà di servizi grazie ai quali tutti noi ci sentiamo più sicuri e tutelati”.